29 Giugno 2025 – Festa dei Santi Pietro e Paolo – L’arte racconta la Fede

“𝑶𝒈𝒏𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒆̀ 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍’𝒆𝒓𝒃𝒂 𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒈𝒍𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏 𝒇𝒊𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒎𝒑𝒐. 𝑳’𝒆𝒓𝒃𝒂 𝒊𝒏𝒂𝒓𝒊𝒅𝒊𝒔𝒄𝒆, 𝒊 𝒇𝒊𝒐𝒓𝒊 𝒄𝒂𝒅𝒐𝒏𝒐, 𝒎𝒂 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑺𝒊𝒈𝒏𝒐𝒓𝒆 𝒓𝒊𝒎𝒂𝒏𝒆 𝒊𝒏 𝒆𝒕𝒆𝒓𝒏𝒐. 𝑬 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑽𝒂𝒏𝒈𝒆𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒊 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒏𝒏𝒖𝒏𝒄𝒊𝒂𝒕𝒐” (1Pt 1, 24-25).

Cita Isaia San Pietro nella sua prima lettera, chissà se ricordando quel momento cruciale del suo discepolato, quando il Maestro di Nazareth invitò lui e i suoi compagni a rinunciare a seguirlo. In quell’occasione, in uno dei suoi memorabili slanci emotivi e spirituali, asserì risoluto la sua convinzione di fede e di amore: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68).

Il grande pittore veneto Carlo Crivelli celebra i due santi che sono all’origine della fede cristiana, associandoli proprio a quella parola che dà la vita. Questa tavola, parte di un complesso e straordinario polittico destinato originariamente a Camerino, e che ci giunge danneggiata nel lato riguardante san Pietro, è molto simile ad un’altra tavola dello stesso autore che ora si trova a Londra, segno della convinzione dell’artista veneziano che non si possa parlare degli apostoli se non mettendoli in relazione alla Parola di Dio.Qui, ancora di più, essi appaiono piegati sulla Scrittura, a sottolineare la loro dipendenza da essa. Si badi bene: non il contrario.

 L’ultimo Concilio ecumenico, infatti, dirà solennemente una parola in questo senso decisiva: “𝐼𝑙 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑜 𝑚𝑎 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑒, 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑚𝑒𝑠𝑠𝑜, 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑣𝑖𝑛𝑜 𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑆𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑜, 𝑝𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎, 𝑠𝑎𝑛𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑢𝑠𝑡𝑜𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑒 𝑓𝑒𝑑𝑒𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑎, 𝑒 𝑑𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑒𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑔𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑟𝑖𝑣𝑒𝑙𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝐷𝑖𝑜” (DV 10). Eccolo lo Spirito, piccolo cherubino guidare dall’alto il discernimento di Pietro e Paolo sulla Scrittura e incontrare la loro disponibilità a servirla per il Regno. L’incontro di questi due giganti della fede si compie attorno alla Parola che ha cambiato la loro vita.

Un aneddoto non superfluo: Pietro indossa gli occhiali. Non è solo una delle prime occasioni in cui compaiono in un’opera d’arte, sono anche una chiara sottolineatura del ruolo speciale di Pietro come guida del discernimento ecclesiale. Paolo glielo riconosce umilmente, così come quando, in un acceso dibattito ecclesiale, egli con altri si rimise alla decisione del pescatore di Galilea (Cfr. At 15). Entrambi però rimangono perfettamente obbedienti al compito che gli aveva chiesto l’angelo, quando li aveva liberati dal carcere, quello cioè di annunciare “tutte queste parole di vita” (At 5, 20).

Pietro e Paolo, colonne della nostra fede, ma come noi discepoli e servitori dell’unica Parola che dona la vita.

P. Saul Tambini

Carlo Crivelli, Santi Pietro e Paolo, 1490, Gallerie dell’Accademia – Venezia.

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