La Pentecoste di El Greco, straordinario e incompreso artista cretese, ci induce a guardare in alto, mossi dall’atteggiamento e quasi dalla stessa postura degli apostoli e dalle pie donne, le tre Marie (già al sepolcro).
Lo Spirito Santo, con le sue fiammelle, sorprende fino ad un certo punto i convenuti. Del resto la centralità della Vergine Maria descrive bene il contesto in cui El Greco ha voluto rappresentare la Pentecoste: la comunione e la preghiera della proto-comunità apostolica.
Non sappiamo davvero dire se è la sintonia della fraternità e la loro preghiera che susciti la manifestazione dello Spirito oppure se sia la sua apparizione ad elevare i cuori dei discepoli di Cristo.
Sappiamo solo che in Maria la Chiesa è radunata con un vincolo così saldo che non può che essere animata e accompagnata dallo Spirito Santo e condurre ad esso, realizzando così quanto detto dal Maestro: “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).
P. Saul Tambini
Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco, Pentecoste, 1600, Museo del Prado – Madrid


