Solennità di San Francesco

Solennità di San Francesco

Il prossimo 𝟒 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 l’Italia intera, ed Assisi in particolare, festeggiano 𝐒𝐚𝐧 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.
Nelle locandine il programma dettagliato delle celebrazioni nella 𝐁𝐚𝐬𝐢𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐏𝐚𝐩𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢 𝐢𝐧 𝐏𝐨𝐫𝐳𝐢𝐮𝐧𝐜𝐨𝐥𝐚 e presso la 𝐁𝐚𝐬𝐢𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐏𝐚𝐩𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐀𝐬𝐬𝐢𝐬𝐢.
𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐝𝐮𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 inizierà il 𝟑𝟎 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟏:𝟏𝟓 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Le meditazioni saranno guidate da 𝐟𝐫𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐈𝐞𝐥𝐩𝐨 OFM, 𝐂𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐞 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐒𝐢𝐨𝐧, sul tema “𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐒𝐨𝐥𝐞…”.
“L’anno 1226, […], il 4 di ottobre, in giorno di domenica, in Assisi, sua città natale, presso Santa Maria della Porziuncola, dove egli aveva fondato l’Ordine dei frati minori, il beatissimo padre nostro Francesco, a vent’anni dalla sua piena adesione a Cristo, seguendo la vita e le orme degli apostoli, si liberò dal carcere della carne e, portando a compimento
la sua opera, se ne andò felicemente nel soggiorno dei beati”.
Vita Prima di Tommaso da Celano (Cap. 1)

Ascensione del Signore – L’arte racconta la Fede – “Nell’unico Cristo siamo uno”

Ascensione del Signore – L’arte racconta la Fede – “Nell’unico Cristo siamo uno”

Ascensione del Signore- L’arte racconta la Fede – “Nell’unico Cristo siamo uno”

 

 

“Ma che significa la parola “ascese”, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? (Ef 4,9). Paolo usò questa espressione per offrire un senso alla sconvolgente dipartita del Figlio di Dio e trasformare in gioia ciò che aveva tutti i tratti di un lutto. Infatti, la comunità apostolica, nel giorno dell’ascensione, si prostrò “davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio” (Lc 24,53).

 

Il grande Rembrandt si dedicò intensamente al tema della passione e dipinse questa magnifica opera dopo essersi soffermato sulla deposizione. Dalla loro comparazione, si evince la loro specularità, proprio come la discesa lo è dell’ascesa. Gli apostoli, qui, sono proprio testimoni di un evento che non pare riguardare il solo Cristo, ma sembra coinvolgerli per inaugurare un nuovo tempo, quello della chiesa sì, ma anche quello del Signore in tutte le cose: “Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose” (Ef, 4,10).

 

La luce del Risorto, in questa bellissima opera del Maestro olandese, illumina gradualmente ogni testimone e fa sì che colui in cui hanno creduto non sia più solo oggetto della loro fede, ma anche oggetto della loro esperienza. Ora si potrà dunque non solo credere a lui, ma anche credere in lui. Il papa Leone ha come motto una frase di un discorso di Agostino, la seguente: “nell’unico Cristo siamo uno” (Agostino, Esposizione sul Salmo 127).

Ciò che rende possibile questa esperienza intima di unità con Cristo e tra i fedeli è proprio la salita al cielo di Cristo, che trasforma un giorno di lutto in tempo di gioia: “Alla sera ospite è il pianto e al mattino la gioia” (Sl 30).

 

  1. Saul TambiniRembrandt, Ascensione di Cristo, 1636, Alte Pinakothek – Monaco di Baviera.

Istituto Gesù Bambino: OPEN DAY 11 gennaio

Istituto Gesù Bambino: OPEN DAY 11 gennaio

🔴 La scuola dell’infanzia paritaria Cattolica, Istituto Gesù Bambino di Castelnuovo, il prossimo 11 gennaio, dalle 09:00 alle 12:30, organizza un Open Day per far conoscere l’approccio educativo, il team e gli spazi.
Una bella occasione per entrare in contatto con luoghi stimolanti e accoglienti, ispirati ai valori cristiani e dedicati alla crescita dei più piccoli.
🌟Un momento a cui siamo tutti invitati perché la conoscenza e la promozione di queste oasi formative è anche una missione della comunità.
❣️Un antico proverbio africano recita infatti, “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, a sottolineare l’importanza della partecipazione di più soggetti all’educazione dei nostri bambini.

III di Quaresima – L’arte Racconta la Fede – «Lo zelo per la tua casa mi divorerà»

III di Quaresima – L’arte Racconta la Fede – «Lo zelo per la tua casa mi divorerà»

“Scatenò contro di loro l’ardore della sua ira” (Sl 78, 49). Lo zelo del Salvatore per il tempio è espresso con la consueta efficacia dal grande maestro barocco Luca Giordano. Un gesto eloquente, che in effetti viene colto come provocatorio e profetico. Nella scena, c’è chi riesce perciò ad indugiare, chiedendosi il senso del gesto: come noi, sono portati non a scandalizzarsi ma ad interrogarsi: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?” (Gv 2,18). La risposta di Gesù è evidenziata dalla struttura stessa del tempio, che sembra essa stessa non reggere alla violenza del gesto profetico: nemmeno il tempio resisterà e dovrà essere sostituito proprio dal dono di Cristo. I discepoli se ne ricorderanno dopo la sua Pasqua (Cfr. Gv 2,22). Da allora abitare nella “casa del Padre” (Gv 2,16), in cui il Signore ci ha introdotti con la sua croce, quando il velo del tempio si squarciò (Cfr. Mt 27,51), è diventata la patria di ogni desiderio credente: “Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita”. (Sl 27, 4)
 
 
P. Saul Tambini
 
 
Luca Giordano, Cacciata dei mercanti dal tempio, 1660, Bob Jones University Museum – Greenville.
III di Quaresima 20240303 Luca_Giordano_Cacciata dei mercanti dal tempio_WS

II di Quaresima – L’arte Racconta La Fede – «Questi È Il Figlio Mio, L’amato: Ascoltatelo!»

II di Quaresima – L’arte Racconta La Fede – «Questi È Il Figlio Mio, L’amato: Ascoltatelo!»

Il magnifico affresco del Beato Angelico del convento di San Marco a Firenze, dedicato alla trasfigurazione di Cristo, sembra proprio avere la funzione di far “risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo” (2 Cor 4,6). Cristo vi appare maestoso e sfolgorante, in vesti candide e dentro una mandorla ancora più bianca, ad esprimere la sua incomparabile forza e la sua accecante luce, mentre, a braccia allargate e tese, evoca ciò che a tutti coloro che non conoscono tale luce appare destino tragico e fatale. Mosè ed Elia, come la Vergine Maria e San Domenico, possono assistere alla scena per la loro conquistata maturità mistica. Gli apostoli, così a noi simili, ci interessano evidentemente di più: uno, Pietro, dominato dalla paura, sembra già richiamare un atteggiamento di ritrosia e irresolutezza che lo accompagnerà per tutta la vita; l’altro, Giacomo, oppresso da troppo fulgore, si rifugia, coprendosi, nella comoda “divina indifferenza” (Montale); l’ultimo, Giovanni, cercando timidamente di alzare il capo, piega le ginocchia in adorazione. Sotto la luce di Cristo, insomma, ci siamo tutti, proprio tutti, ognuno con i suoi limiti e le sue debolezze, ma tutti, proprio tutti, con l’opportunità, che suona come un privilegio, eventualmente di udire il comando del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!” (Mc 9,7).
 
P. Saul Tambini
 
Beato Angelico, Trasfigurazione, 1438-1440, Museo Nazionale di San Marco – Firenze.

Benedizione Pasquale delle Famiglie

Benedizione Pasquale delle Famiglie

Giovedì 15 febbraio iniziano le benedizioni delle
famiglie. È un momento di fede radicato nella tradizione che
vogliano vivere con semplicità e gioia. Incontrarci nel nome del
Signore e chiedere la sua protezione e guida sia per tutti motivo di
speranza e fiducia.

Puoi scaricare il calendario con i dettagli delle vie e delle zone oggetto della
benedizione al link sotto riportato.

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075 805 1240

Via Capitolo delle Stuoie, 13
06081 – Assisi, Italy

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