Ascensione del Signore – L’arte racconta la Fede – “Nell’unico Cristo siamo uno”
Ascensione del Signore – L’arte racconta la Fede – “Nell’unico Cristo siamo uno”
Ascensione del Signore- L’arte racconta la Fede – “Nell’unico Cristo siamo uno”
“Ma che significa la parola “ascese”, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? (Ef 4,9). Paolo usò questa espressione per offrire un senso alla sconvolgente dipartita del Figlio di Dio e trasformare in gioia ciò che aveva tutti i tratti di un lutto. Infatti, la comunità apostolica, nel giorno dell’ascensione, si prostrò “davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio” (Lc 24,53).
Il grande Rembrandt si dedicò intensamente al tema della passione e dipinse questa magnifica opera dopo essersi soffermato sulla deposizione. Dalla loro comparazione, si evince la loro specularità, proprio come la discesa lo è dell’ascesa. Gli apostoli, qui, sono proprio testimoni di un evento che non pare riguardare il solo Cristo, ma sembra coinvolgerli per inaugurare un nuovo tempo, quello della chiesa sì, ma anche quello del Signore in tutte le cose: “Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose” (Ef, 4,10).
La luce del Risorto, in questa bellissima opera del Maestro olandese, illumina gradualmente ogni testimone e fa sì che colui in cui hanno creduto non sia più solo oggetto della loro fede, ma anche oggetto della loro esperienza. Ora si potrà dunque non solo credere a lui, ma anche credere in lui. Il papa Leone ha come motto una frase di un discorso di Agostino, la seguente: “nell’unico Cristo siamo uno” (Agostino, Esposizione sul Salmo 127).
Ciò che rende possibile questa esperienza intima di unità con Cristo e tra i fedeli è proprio la salita al cielo di Cristo, che trasforma un giorno di lutto in tempo di gioia: “Alla sera ospite è il pianto e al mattino la gioia” (Sl 30).
- Saul TambiniRembrandt, Ascensione di Cristo, 1636, Alte Pinakothek – Monaco di Baviera.