Pentecoste – L’arte racconta la Fede – Lo Spirito della Verità, vi guiderà

Pentecoste – L’arte racconta la Fede – Lo Spirito della Verità, vi guiderà

La dimensione dinamica è sicuramente la componente più riconoscibile con cui i discepoli, la comunità apostolica e ogni fedele percepisce la dynamis dello Spirito. Gran parte dell’arte figurativa classica si è perciò soffermata nei secoli su questo tema, sorgivamente manifestatosi nella Pentecoste. Non sempre però è stato così. 

In questa opera, nel particolare di questo stupendo polittico dedicato alla Pentecoste, del diligente e rigoroso pittore veneziano Antonio Vivarini, tutto è assolutamente immobile e come sospeso. La tavola vuole soffermarsi a considerare l’identità dello Spirito che discende sulla chiesa nascente. L’autore vuole farci intendere la sua identità a partire però dalla sua origine. Ciò che determina il senso dello spirito e la sua missione è proprio la sua relazione di origine: la sua spirazione. L’atto del padre di “soffiare” lo spirito permetterà ai discepoli e a noi di avvertirne la potenza e la capacità di cambiamento, oltre a ciò che prometteva già Gesù: l’accesso alla verità tutta intera (cfr. Gv 16, 13), e la forza della testimonianza (cfr Gv 15,26). Lo Spirito Santo, che qui è volutamente presentato come un tutt’uno con il Padre, discende sui discepoli non come un semplice dono per essere abilitati alla testimonianza, ma come “colui che procede” (cfr Gv 15,26) e come “colui che prenderà ciò che è mio e ve l’annuncerà” (Gv 16,14). Egli fa vivere, fa riprendere vita, la fa cambiare, la illumina solo e soltanto perché vive in e di questa eterna sorgente che è il “seno del Padre”, a cui tutto riporta.

 

P. Saul Tambini

 

Antonio Vivarini, Polittico della Pentecoste (part.), 1478, Bode Museum – Berlino.

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Prime Comunioni

Prime Comunioni

Sabato 18, sabato 25 e domenica 26 maggio diversi bambini e ragazzi della parrocchia di Santa Maria degli Angeli riceveranno per la prima volta il Signore Gesù nell’Eucaristia.
Il Signore doni a tutti questi ragazzi di sentirlo particolarmente presente e vivo affinché la loro vita sia ricca di speranza e di gioia.
 

La Prima Comunione è innanzi tutto una festa, in cui celebriamo Gesù che ha voluto rimanere sempre al nostro fianco e che non si separerà mai da noi. Festa che è stata possibile grazie ai nostri padri, ai nostri nonni, alle nostre famiglie, alle nostre comunità che ci hanno aiutato a crescere nella fede. […] Fare la Prima Comunione significa voler essere ogni giorno più uniti a Gesù, crescere nell’amicizia con Lui e desiderare che anche altri possano godere la gioia che ci vuole donare”.

Papa Francesco, Omelia per la Santa messa con le prime comunioni, 2019

 

Cambio Passo: domenica 19 maggio

Cambio Passo: domenica 19 maggio

Domenica 19 maggio, alle ore 17,30, presso il Centro Pastorale di Santa Maria degli Angeli, una nuova tappa del percorso rivolto alle famiglie della nostra Unità pastorale, chiamato “Cambio passo”.
Per informazioni: tel. 075 8051240 – info@santamariadegliangeli.org

Ascensione del signore – L’Arte racconta la Fede – «…Verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo.»

Ascensione del signore – L’Arte racconta la Fede – «…Verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo.»

Cosa rende speciale quest’opera dello straordinario pittore rinascimentale Melozzo da Forlì? Sicuramente la capacità di influenzare soprattutto con questo affresco l’arte dei periodi successivi, per la personalissima lezione prospettica e il suo carattere fintamente illusionistico, oltre che per uno stile originalissimo. Non solo: la qualità prevalente di Melozzo fu sicuramente la capacità di restituire all’osservatore un’idea acuta del sublime, che si manifesta prevalentemente nella gloria di Dio. Quell’evento della fede che riconosciamo nell’Ascensione del Signore offre qui al grande pittore romagnolo una possibilità unica: quella di poter evidenziare in tutta la sua potenza la realtà di un Messia che, essendosi seduto sul trono (Cfr. Ap, 5,1), non si è separato ma è entrato maggiormente dentro la realtà. Il suo salire in alto – come dissero gli angeli – è per una venuta escatologica ancora più rilevante (Cfr. At 1,11). Ecco dunque lo spettacolo di questa figura maestosa che è sì innalzata, ma tutto di sé protende verso noi. Come dirà Paolo: “Colui che discese è colui che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose” (Ef 4,10). La mano potente che si erge sul mondo (come non riconoscervi una mano analoga, quella della cappella Sistina, che un ammiratore del pittore forlivese dipingerà?) è segno di una presenza maggiore nel momento di un’evidente assenza. Un’opera che attira definitivamente il nostro sguardo chiede, insomma, come gli angeli agli apostoli, di allontanarci da essa per rispondere all’invito alla fede nel tempo della testimonianza: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1,11)

P. Saul Tambini

Melozzo da Forlì, Ascensione del Signore, 1480, Palazzo del Quirinale – Roma.

 

Prime confessioni: sabato 11 maggio

Prime confessioni: sabato 11 maggio

Sabato 11 maggio un nutrito gruppo di bambini riceverà per la prima volta la misericordia del Signore con la prima confessione.

Preghiamo per loro: il Signore sia sempre per ciascuno consolazione e vita.

 

VI di Pasqua – L’Arte racconta la Fede – «… Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi»

VI di Pasqua – L’Arte racconta la Fede – «… Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi»

Questa drammatica scena, dipinta magistralmente da van Dick, raffigura la cattura di Gesù nell’Orto degli ulivi. Tutto ciò che sta alla destra di Gesù è come piegato verso di lui in una concitazione drammatica ed euforica. Il movimento della folla è chiaramente ostile e ci restituisce realisticamente ciò che è descritto nei vangeli, ma con una tinta assai più tragica. In tutto questo, la postura di Gesù appare stranamente eretta e imperturbabile. Avvolto da vesti cremisi e fiordaliso, Egli fissa gli occhi di Giuda, nel momento del suo tradente bacio e prende teneramente la sua mano mentre sta per chiamarlo amico. Questa parola, così comune e feriale, è ciò che sembra fermare la scena: tutti ci sentiamo attratti dal senso della relazione che si instaura tra Giuda e il Maestro. Dentro quella relazione sembra come sospendersi tutto, e ciò che avviene nella scena è come esterno ad essa. Ciò su cui vuole farci riflettere il grande pittore fiammingo è la grazia di un amore così radicale e incondizionato. Paolo scriverà di questo: “mentre eravamo nei peccati Cristo è morto per noi” (Rm 5,8). Mentre, non prima, eravamo innocenti, non dopo, eravamo pentiti: durante. Cristo qui, con consapevolezza drammatica, chiama il traditore amico, appena dopo aver detto: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” (Gv 15,13). In questa scena, non c’è un solo uomo dalla parte di Cristo. Tutti ci appaiono, persino fisicamente, piegati sulla propria rabbia, sulle rivendicazioni del proprio io. Cristo mostra la sua tenerezza solenne e il suo incondizionato amorevole sguardo per affermare su tutto un amore più grande, il solo capace di sanare e redimere ogni rivendicazione e ogni rabbia, ogni malizia e ogni arroganza, ogni violenza e ogni pretesa.

P. Saul Tambini

Antoon van Dick, La cattura di Cristo, 1620, Museo del Prado – Madrid.

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La nostra comunità cristiana dipende da ogni fedele

La nostra comunità cristiana dipende da ogni fedele

La nostra comunità cristiana dipende esclusivamente per la sua gestione economica dai soli contributi liberali di ogni fedele.
Il nostro senso di appartenenza alla vita della comunità implica corresponsabilità e partecipazione nella crescita spirituale e, non meno importante, il dovere di contribuire all’amministrazione e al mantenimento delle cose materiali.
 
Sentiamoci tutti responsabili della vita della nostra comunità cristiana, anche dal punto di vista economico.
Quindi in ogni modo, anche attraverso il gesto domenicale dell’offerta, oppure attraverso un bonifico o altro, siamo tutti tenuti a sostenere e assicurare che il progetto caritativo e formativo della nostra parrocchia persegua con serenità e forza. 
 
Visita la pagina Donazioni del nostro sito.
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Mese Mariano – L’Arte racconta la Fede – La Vergine Maria

Mese Mariano – L’Arte racconta la Fede – La Vergine Maria

Con questa incantevole opera del grande Raffaello, la cosiddetta Madonna Sistina, invitiamo tutti ad affidare questo mondo, così provato dall’odio e dalla disperazione, alla cura materna della Vergine Maria, nel mese ad Essa dedicato.
Due angeli assistono ad una scena quasi teatrale, che si apre con un sipario verde smeraldo. Sono così fiduciosi che sembrano quasi annoiati. La Vergine e il bambino guardano noi come fossimo la meta di un itinerario.
È proprio così: come il papa Sisto II mostra con la sua mano, lo scopo della missione del Figlio di Dio e della Vergine siamo noi. Siamo il futuro negli occhi del Bimbo Santo e della Vergine.
La nostra preghiera non è dunque un gesto disperato e vano: la salvezza è ciò che invoca la Chiesa ma è anche il contenuto della volontà di Dio. Vergine Santa, prega per noi!
 
P. Saul Tambini
 
Raffaello Sanzio, Madonna Sistina, 1514 -1514, Gemäldegerie, Dresda.

Celebrazioni rionali del mese Mariano 2024

Celebrazioni rionali del mese Mariano 2024

Per tutto il mese di maggio, ogni giorno, in diversi punti della nostra comunità, verrà recitato il santo rosario alle ore 21:00.

Chiediamo alla Vergine Santa di donare a tutti speciale cura e protezione, specialmente invochiamo il Signore perché porti la pace a questo martoriato mondo e doni a tutta la Chiesa forza e coraggio nella testimonianza evangelica.

“Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. […] In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore. Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore”.

Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, 2002

V di Pasqua – L’Arte racconta la Fede – «Rimanete in Me e io in voi.»

V di Pasqua – L’Arte racconta la Fede – «Rimanete in Me e io in voi.»

Il genere della natura morta trova nelle Fiandre del ‘600 il suo avvio più convinto e la sua produzione più vasta. Questo singolare stile, così attento a rappresentare significazione attraverso ciò che apparentemente è inanimato e privo di scopo, è stato utilizzato anche per esprimere il senso della fede.

In particolare, in questa opera di un grande maestro del genere, quale fu Alexander Coosemans, l’Eucaristia, al centro della tela, viene vista come il frutto più abbondante e autentico della salvezza. Quest’idea di abbondanza, che caratterizza così marcatamente l’opera, è tesa ad affermare che la vita cristiana è chiamata ad esprimersi in un “di più”, perché “in questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto” (Gv 15,8). L’evangelista Giovanni aveva già precedentemente affermato che lo scopo salvifico è il dono di una vita “in abbondanza” (Cfr Gv. 10,10).

L’Eucarestia, circondata non tanto dai suoi elementi essenziali, ma dalla dovizia dei frutti, qui viene offerta alla nostra contemplazione affinché comprendiamo quanto essa possa e debba essere vissuta come sorgente inesauribile di vita e salvezza.

P. Saul Tambini

Alexander Coosemans, Allegoria dell’Eucarestia, seconda metà del XVII sec., Musée de Tessé – Le Mans.

Via Capitolo delle Stuoie, 13
Santa Maria degli Angeli Assisi (PG)

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Tel: 075/8051240075/8244778

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