30 Novembre 2025 – I di Avvento – L’Arte racconta la Fede

Può essere ancora dipinto il giudizio universale dopo la lezione michelangiolesca? Tintoretto ne è convinto e convince tutti, con questa straordinaria tela situata nella Madonna dell’Orto a Venezia, luogo di sepoltura del grande artista veneto.

Un’opera che costituisce un unicum per diversi motivi, il primo dei quali è sicuramente il fatto che l’elemento prevalente dell’ira di Dio è formato dall’acqua. Si tratta proprio di una tracimazione che evoca il diluvio universale, quando  “eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono” (Gen 7,10) o, ancor meglio, le acque mosaiche che “erano per loro un muro a destra e a sinistra” (Gen 15, 22). L’acqua qui esce dagli argini e con le sue cateratte precipita sulla terra, dividendo i giusti dai dannati, travolgendo gli iniqui. I giusti salgono ascensionalmente, liberandosi dal pericolo, e innalzandosi verso il cielo paradisiaco, in una prospettiva profonda, vertiginosa e avviluppante. Tutto tende verso Cristo, che con una mano trattiene i dannati e con l’altra mano accoglie i giusti e che ha i due simboli della giustizia e della misericordia accanto a sé, quello del giglio e della spada.

Tintoretto anche qui si dimostra grande esegeta: proprio il Maestro di Nazareth aveva allertato i suoi interlocutori, dicendo che “come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti” (Mt 24, 37).

La venuta di Cristo dunque è giudizio e separazione. Egli stesso aveva già detto: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione” (Lc 12,49). Questa separazione effettivamente ha l’effetto di inquietarci un po’ e l’opera tintorettiana non lesina di suscitare in noi sentimenti di angoscia, ma d’altronde siamo sicuri che se non sentissimo un bisogno acuto di salvezza ci faremmo trovare pronti vivendo nella giustizia e nell’amore? “Tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo” (Mt 24, 44).

P. Saul Tambini

Jacopo Robusti detto Tintoretto, Giudizio universale, 1560-1562, Madonna dell’Orto – Venezia.

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