Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe di Costano

Via Duilio Lunghi, 16, 06083 Costano PG

La storia della Parrocchia di San Giuseppe a Costano

La storia della comunità cristiana di Costano è un percorso che si muove dalla campagna aperta verso il cuore del borgo fortificato, segnato da una devozione che ha saputo rigenerarsi nel tempo.

Le Origini e il Trasferimento (1680)

Inizialmente, la vita spirituale del borgo ruotava attorno alla parrocchia di Santa Maria di Costano, situata nelle campagne a sud dell’abitato (area un tempo gestita dai monaci Benedettini).
La svolta avvenne nel 1680: il Vescovo di Assisi, Ludovico Giustiniani, decise di trasferire la sede parrocchiale all’interno del centro abitato, a ridosso del castello, per renderla più accessibile e sicura per la popolazione scegliendo un piccolo oratorio del Cinquecento sorto, con ogni probabilità, attorno a un’edicola votiva ancora più antica.
Sebbene inizialmente la chiesa fosse dedicata alla Madonna delle Grazie, l’aumento della popolazione e l’accrescere della devozione portarono a una trasformazione profonda.
Nel 1794 l’edificio venne radicalmente ampliato, assumendo le proporzioni generose che ammiriamo oggi e cambiando la sua intitolazione in onore di San Giuseppe, che da quel momento divenne ufficialmente il custode e patrono di Costano.
Oggi l’architettura e l’arte della chiesa di Costano raccontano la vita del borgo. La navata unica, decorata con il gusto ricco e plastico degli stucchi d’epoca, custodisce tesori che sono vere e proprie istantanee storiche. Ne è un esempio la tela del 1647 dedicata alla Madonna e ai santi domenicani, dove l’ignoto autore ha dipinto ai piedi dei santi l’antico castello di Costano, completo del suo ponte levatoio. Un’altra opera di grande suggestione è la tela di San Rufino, datata 1653 e attribuita a Girolamo Martelli, che non solo mostra il castello ma ritrae anche scene di lavoro quotidiano nei campi, legando indissolubilmente il sacro alla fatica della terra.
Proprio la figura di San Rufino è centrale per l’identità di questo luogo. La tradizione locale vuole che il primo vescovo di Assisi abbia trovato il martirio proprio qui, nelle acque del fiume Chiascio, annegato dai romani con una macina di pietra al collo. Per secoli le sue spoglie furono venerate a Costano prima di essere traslate ad Assisi, e ancora oggi una statua lignea lo ricorda, anche se a lungo la pietà popolare l’ha confusa con quella di Sant’Antonio Abate.
La chiesa ha saputo anche rivelare segreti inaspettati in tempi moderni. A metà del secolo scorso, durante alcuni lavori di restauro, dietro un altare è emerso un affresco del Quattrocento di “squisita fattura”, raffigurante la Madonna col Bambino tra angeli. Questa immagine, probabilmente l’anima dell’edicola originaria da cui tutto ebbe inizio, è stata staccata e posta all’ingresso della vicina chiesetta del Santissimo Crocifisso per permetterne una migliore conservazione.
Oggi, la parrocchia continua a essere il fulcro di Costano. Persino l’arte contemporanea ha trovato spazio con le opere di Villarello, che ha dipinto la leggenda della Santa Casa di Loreto in volo sopra il castello, a testimonianza di una fede che, pur rinnovandosi, non dimentica mai le proprie radici e le proprie leggende.

Cronologia in Sintesi

Anno / Periodo

Evento Chiave

XV Secolo

Realizzazione dell’affresco della “Madonna col Bambino”.

XVI Secolo

Edificazione del primo oratorio (Madonna delle Grazie).

1680

Il Vescovo Giustiniani sposta la parrocchia dalla campagna al castello.

1794

Grande ampliamento della chiesa alle dimensioni attuali.

1817

Passaggio definitivo sotto la giurisdizione di Bastia Umbra.

Metà XX Sec.

Riscoperta dell’affresco del ‘400 durante i restauri.

Il patrono: San Giuseppe

San Giuseppe è patrono di Costano dal 1794, anno in cui la chiesa del borgo fu ampliata e dedicata a lui. La sua festa si celebra il 19 marzo ed è un momento importante per la comunità, che si ritrova tra celebrazioni religiose e occasioni di condivisione.

Chi è San Giuseppe? Risponde Pio XI: “Il Redentore divino è la sorgente di ogni grazia: accanto a Lui è Maria Santissima, dispensatrice dei divini favori; ma giova riflettere che San Giuseppe è Colui che comanda all’Uno e all’Altra; Egli è Colui che tutto può presso il Redentore divino e presso la Madre divina in una forma e in un potere non soltanto di famulatoria custodia» (Pio XI, 9.3.1935).

Figura centrale nella tradizione cristiana, a partire dal 1480, con l’approvazione di papa Sisto IV, ebbe avvio la consuetudine di celebrare la festa il 19 marzo, che diventerà poi obbligatoria con papa Gregorio XV nel 1621. Nel 1870, papa Pio IX lo dichiarò patrono della Chiesa universale.

San Giuseppe è lo sposo di Maria e il padre putativo di Gesù. La sua grandezza sta nella sua unicità: pur non essendo un discepolo come gli altri santi, ha avuto un ruolo speciale nella Santa Famiglia, prendendosi cura di Gesù e Maria con amore e responsabilità.

Il Vangelo lo presenta come un uomo “giusto”, capace di mettere da parte sé stesso per proteggere Maria, e profondamente obbediente alla volontà di Dio. Nei momenti difficili si affida con fiducia ai messaggi dell’angelo: accoglie Maria, fugge in Egitto per salvare Gesù e poi torna in Israele, sempre guidato da una fede semplice ma forte.

Giuseppe è anche modello di padre: ha amato e cresciuto Gesù con dedizione, pur nella consapevolezza del mistero che lo circondava. La tradizione lo considera protettore dei morenti, perché si ritiene sia morto accanto a Gesù e Maria.

La sua vita, umile e silenziosa, è un esempio concreto di fede vissuta nella quotidianità. Non ha compiuto gesti straordinari né pronunciato parole memorabili, ma ha saputo essere fedele, lavoratore, e totalmente disponibile a Dio. Proprio per questo è ancora oggi un modello vicino a tutti: dimostra che per essere buoni cristiani non servono grandi imprese, ma virtù semplici vissute con sincerità.

Le altre parrocchie

Via Capitolo delle Stuoie, 13
Santa Maria degli Angeli Assisi (PG)

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Tel: 075/8051240075/8244778

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