La storia della Parrocchia di San Giuseppe a Costano
La storia della comunità cristiana di Costano è un percorso che si muove dalla campagna aperta verso il cuore del borgo fortificato, segnato da una devozione che ha saputo rigenerarsi nel tempo.
Le Origini e il Trasferimento (1680)
Inizialmente, la vita spirituale del borgo ruotava attorno alla parrocchia di Santa Maria di Costano, situata nelle campagne a sud dell’abitato (area un tempo gestita dai monaci Benedettini).
La svolta avvenne nel 1680: il Vescovo di Assisi, Ludovico Giustiniani, decise di trasferire la sede parrocchiale all’interno del centro abitato, a ridosso del castello, per renderla più accessibile e sicura per la popolazione scegliendo un piccolo oratorio del Cinquecento sorto, con ogni probabilità, attorno a un’edicola votiva ancora più antica.
Sebbene inizialmente la chiesa fosse dedicata alla Madonna delle Grazie, l’aumento della popolazione e l’accrescere della devozione portarono a una trasformazione profonda.
Nel 1794 l’edificio venne radicalmente ampliato, assumendo le proporzioni generose che ammiriamo oggi e cambiando la sua intitolazione in onore di San Giuseppe, che da quel momento divenne ufficialmente il custode e patrono di Costano.
Oggi l’architettura e l’arte della chiesa di Costano raccontano la vita del borgo. La navata unica, decorata con il gusto ricco e plastico degli stucchi d’epoca, custodisce tesori che sono vere e proprie istantanee storiche. Ne è un esempio la tela del 1647 dedicata alla Madonna e ai santi domenicani, dove l’ignoto autore ha dipinto ai piedi dei santi l’antico castello di Costano, completo del suo ponte levatoio. Un’altra opera di grande suggestione è la tela di San Rufino, datata 1653 e attribuita a Girolamo Martelli, che non solo mostra il castello ma ritrae anche scene di lavoro quotidiano nei campi, legando indissolubilmente il sacro alla fatica della terra.
Proprio la figura di San Rufino è centrale per l’identità di questo luogo. La tradizione locale vuole che il primo vescovo di Assisi abbia trovato il martirio proprio qui, nelle acque del fiume Chiascio, annegato dai romani con una macina di pietra al collo. Per secoli le sue spoglie furono venerate a Costano prima di essere traslate ad Assisi, e ancora oggi una statua lignea lo ricorda, anche se a lungo la pietà popolare l’ha confusa con quella di Sant’Antonio Abate.
La chiesa ha saputo anche rivelare segreti inaspettati in tempi moderni. A metà del secolo scorso, durante alcuni lavori di restauro, dietro un altare è emerso un affresco del Quattrocento di “squisita fattura”, raffigurante la Madonna col Bambino tra angeli. Questa immagine, probabilmente l’anima dell’edicola originaria da cui tutto ebbe inizio, è stata staccata e posta all’ingresso della vicina chiesetta del Santissimo Crocifisso per permetterne una migliore conservazione.
Oggi, la parrocchia continua a essere il fulcro di Costano. Persino l’arte contemporanea ha trovato spazio con le opere di Villarello, che ha dipinto la leggenda della Santa Casa di Loreto in volo sopra il castello, a testimonianza di una fede che, pur rinnovandosi, non dimentica mai le proprie radici e le proprie leggende.
Cronologia in Sintesi
Anno / Periodo
Evento Chiave
XV Secolo
Realizzazione dell’affresco della “Madonna col Bambino”.
XVI Secolo
Edificazione del primo oratorio (Madonna delle Grazie).
1680
Il Vescovo Giustiniani sposta la parrocchia dalla campagna al castello.
1794
Grande ampliamento della chiesa alle dimensioni attuali.
1817
Passaggio definitivo sotto la giurisdizione di Bastia Umbra.
Metà XX Sec.
Riscoperta dell’affresco del ‘400 durante i restauri.


