Lectio imago. Vedere la Parola. V Domenica di Pasqua – 3 Maggio 2026

Ancora in pieno Rinascimento, attraverso il pennello del grande Melozzo, resiste l’idea dell’arte come icona, come immagine, come volto. Nemmeno la rivoluzione giottesca ha potuto cancellare la pretesa dell’arte di dire l’indicibile, di manifestare ciò che per definizione è nascosto, perché sacro.

Ma non è l’incapacità dell’arte di tacere sull’invisibile, è semplicemente l’annuncio cristiano che si manifesta come rivelazione di un volto. Non solo parola, ma anche e soprattutto immagine. Anzi, parola che si fa icona. È infatti Cristo stesso che dice di se: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14,9). L’arte dunque custodisce perennemente questa pretesa: annunciare Cristo, consegnando il suo volto alla fede del credente.

P. Saul Tambini

Melozzo da Forlì, Salvator Mundi, 1480-1482, Galleria Nazionale delle Marche – Urbino.

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