Intorno al 1665 Bernini firma quel capolavoro barocco che è la Cattedra di San Pietro, presso l’abside della basilica vaticana.
Circondata dai dottori della Chiesa, la Cattedra è come assorbita da un complesso gioco di raggi e nuvole che ne esaltano il significato e l’autorità. La composizione bronzea ha il suo letterale fuoco nella luce della vetrata di alabastro, l’unica vetrata artistica di san Pietro, che illumina la cattedra e la sostiene.
Il gioco di putti e angeli, che sembrano da essa procedere e verso di essa essere attratti, assorbe ogni attenzione. Si tratta del modo tutto berniniano di interpretare la parola evangelica: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. […] Non vi lascerò orfani”.
È solo un punto di luce, ma tutta la chiesa sembra dipendere da essa. Senza lo Spirito, la sua luce e la sua guida, niente più tiene e ogni umanità è travolta dalla sua gravità.
P. Saul Tambini
Gian Lorenzo Bernini, Cattedra di San Pietro, Basilica di San Pietro – Roma.


