Il tema della deposizione dalla croce non è solo quello che ha inaugurato l’arte figurativa dedicata alla Pasqua del Signore, ben prima della rappresentazione stessa della croce, è anche uno dei più ricorrenti nell’arte del grande Rubens.
In questa straordinaria opera, parte del trittico dipinto ad olio su tavola conservato ad Anversa nella Cattedrale di Nostra Signora, ritroviamo tutta la celebre tecnica, l’uso straordinario del colore e l’abilità compositiva del maestro fiammingo.
Mentre il Cristo discende dalla croce, sostenuto dalla partecipazione all’impresa di tutta la piccola comunità lì sotto riunita, proprio tutta la comunità sembra risalire sulla stessa croce, in una sorprendente dinamica di scambio. L’evento salvifico appartiene esclusivamente al Figlio di Dio, ma l’adesione ad esso comporta una partecipazione attiva di risalita: per ricevere la salvezza è inevitabile che la croce ci coinvolga e che ci segni.
La leggenda maggiore di San Bonaventura racconta gli ultimi istante del Padre San Francesco così: “Giunse infine la sua ora ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio”.
La croce dunque, pur essendo un evento di salvezza unico, incondizionato e gratuito attende che il credente vi si conformi, così infatti aveva già detto il Maestro di Nazareth in proposito: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34). Proprio questa partecipazione crea la comunità ed inaugura il Regno del Salvatore.
P. Saul Tambini
Peter Paul Rubens, Deposizione, 1612-1614, Cattedrale di Nostra Signora – Anversa.


