Annibale Carracci dipinse questo “Cristo e la cananea” omaggiando la fede semplice e totale della donna, che si paragonava al cagnolino accucciato alla sua destra. Cristo appare stupito da una fede così grande e per questo le concede infine ciò che desidera. Ma la somiglianza dell’opera al “Cristo che incontra la Maddalena” di Correggio è così evidente da far discutere i critici circa un loro eventuale collegamento. Se anche non fosse stato materialmente possibile, la similitudine può fornirci una suggestione teologica: anche in quel caso Maria di Magdala voleva in qualche modo “trattenere” Cristo, come qui la donna carpire un poco della sua longanimità.
Il segno che la donna riceve è dunque anch’esso un segno eloquente di nuova vita e risurrezione, un segno appunto pasquale, ma anche qui e non solo nel giardino pasquale, sarà necessaria una fede profonda, sincera e azzardata, quella che forse solo una donna può esprimere.
P. Saul Tambini
Annibale Carracci, Cristo e la cananea, 1595, Pinacoteca Stuart – Parma.


