Il vangelo di Matteo segnala l’immediatezza della sequela dei primi apostoli con un “subito” che non lascia intendere alcuna incertezza (Cfr. Mt 4,19).
In questa eccellente opera del Caravaggio, la cui attribuzione è stata a lungo contestata, si nota una certa irrequietezza e ritrosia nelle reazioni di Pietro e Andrea alla chiamata del Maestro di Galilea. Il primo evidentemente non riesce proprio a lasciare il proprio lavoro, il secondo sembra indicare la precedenza delle proprie obbligazioni. Cristo, insolitamente imberbe e quindi senza che l’età garantisca la sua autorevolezza, con un solo gesto del dito e con la postura volitiva appare come associare alla chiamata degli apostoli “Vi farò pescatori di uomini” (Mt 4, 20) anche la radicale esigenza evangelica: “Chi ama padre o madre più di me non è degno di me. […] Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà” (Mt 10,37-38).
La promessa di Cristo dunque si poggia nient’altro che sulla fede in lui. Il “d’ora in poi” di Cristo, foriero di vita e futuro, dovrà essere sostenuto unicamente dalla fede della risposta alla chiamata, qualsiasi ostacolo o tentazione troverà lungo il cammino.
P. Saul Tambini
Michelangelo Merisi da Caravaggio, Vocazione dei santi Pietro e Andrea, Royal Collection, Hampton Court – Londra.


