Lectio imago. Vedere la Parola. XIV TO. – 5 Luglio 2026

Il dipinto “Cristo benedice i bambini”, del grande pittore olandese Nicolaes Maes, chiaramente influenzato dal suo maestro Rembrandt, è un’opera di grande forza emotiva. Fonde una precisa ambientazione biblica, il gesto del Maestro di Nazareth di avvicinarsi con tenerezza ai bambini così tante volte descritto nei vangeli, con la vita quotidiana, esaltando l’umiltà e la compassione.

Il dipinto è caratterizzato da un forte contrasto chiaroscurale, che permette di concentrare l’attenzione sul volto e sul gesto benedicente di Cristo. Le persone che portano i bambini sono vestite con abiti della classe operaia olandese del XVII secolo, mostrando la straordinaria accessibilità alla carità di Cristo: tutti, senza preclusioni, possono avvicinarsi e incontrare l’amore di Dio. Tuttavia, l’uso del chiaroscuro ci permette di stare di fronte anche al forte contrasto con cui la pagina evangelica descrive questo momento: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25). Quindi l’accesso al mistero di Cristo è per tutti ma non tutti possono comprenderlo: “Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo (Mt 11, 27).

A tutti e a nessuno, dunque, appartiene la carità di Cristo, perché l’unico accesso ad essa passa dall’infanzia della fede, dalla sua ‘piccolezza’, dalla sua umiltà.

P. Saul Tambini

Nicolaes Maes, Cristo benedice i bambini, 1653, National Gallery – Londra.

CONDIVIDI SU: