Venerdì Santo – L’arte racconta la Fede – Nel silenzio della fede

Iconica opera del maestro spagnolo, il Cristo crocifisso di Velázquez ci getta nella solitudine dell’abbandono più oscuro e inquietante.

Il nero profondo dal quale il pittore andaluso fa affiorare il mistero della Croce di Cristo e il suo abbandono, sembra essere il tema centrale di questa straordinaria opera, che tutti custodiamo sullo sfondo della nostra memoria oculare. Eppure Velázquez non indugia eccessivamente sul carattere efferato e truce della morte di Cristo: tutto è descritto con estrema pulizia e ordine, anche la sola centralità della croce, senza alcuna sbavatura simmetrica, testimonia la volontà di lasciarci da soli con la solitudine del Figlio di Dio, nel gesto estremo della sua offerta e del suo abbandono. La sola ciocca di capelli cadente sul volto destro di Cristo possiede la capacità di suscitare in noi ancora più angoscia, come per privarci dell’unica possibilità rimasta, quella di consolare il suo generoso sacrificio.

Neppure l’esposizione del nudo corpo del Signore lo rende totalmente disponibile alla nostra volontà di partecipazione e privarlo un poco del suo isolamento nell’ora del dolore. È l’ora di cui il maestro di Nazareth aveva parlato, nella sua crudezza e nella sua nudità, ma è anche l’oggi della salvezza di cui aveva profetato. Nel silenzio della fede.

P. Saul Tambini

Diego Velázquez, Cristo crocifisso, 1632, Museo del Prado – Madrid.

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