6 Luglio 2025 – XIV TO. – L’arte racconta la Fede

In un ambiente fittizio, ma con richiami evidenti a Costantinopoli e a Venezia, e in un contesto artefatto di conciliazione e di composizione religiosa, culturale e umana i fratelli Bellini realizzano uno dei più grandi teleri dell’antichità, con lo scopo evidente di descrivere la società ai piedi della Parola di Dio.

La predicazione di San Marco, pur perdendosi nel volume dell’opera, è capace di sottoporre ogni componente di questa societas, che cristiana ancora non è ma che può diventarlo, all’autorevolezza del vangelo, che per San Paolo è “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Rm 1,16). Gli Ottomani con i loro turbanti, le musulmane con il loro velo, i dignitari veneziani, i nobili e le persone comuni, i personaggi simbolici come Dante Alighieri e gli animali esotici, come dromedari e giraffe, tutti ma proprio tutti sono chiamati ad interrogarsi e a comporre la variegata società, attraverso l’opera del testimone, che si concretizza nella voce che presta alla Parola di Dio.

Dimentichiamo spesso cosa sia stato e cosa sia tuttora il senso di questo fermento culturale e religioso che è l’annuncio evangelico. Il nostro sguardo di corto respiro non ci fa percepire l’enorme influenza che ha avuto e che ancora possiede questa parola che ha viaggiato attraverso piedi fragilissimi, quelli dei testimoni della fede.

I fratelli Bellini hanno avuto la grazia e il coraggio di descrivercelo e di sottoporlo alla nostra considerazione, se possibile per non dimenticarlo mai.

P. Saul Tambini

Gentile e Giovanni Bellini, Predica di san Marco ad Alessandria d’Egitto, 1504 – 1507, Pinacoteca di Brera – Milano.

20250706 ANNO C XIV TO Gentile_and_Giovanni_Bellini_—_Saint_Mark_Preaching_in_Alexandria

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