“Entre los pucheros anda el Senor” (il Signore cammina tra le pentole). Tale curiosa espressione, divenuta popolare in Spagna a partire XVII secolo, è di Santa Teresa ed era indirizzata a diverse religiose del suo ordine, che evidentemente mal sopportavano di essere relegate a compiti ritenuti poco nobili, mentre altre potevano dedicarsi esclusivamente alla vita contemplativa.Una simile rivolta da una condizione servile era già apparsa nei Vangeli, quando Marta, nel Vangelo di Luca, si rivolge così al Maestro di Nazareth: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?” (Lc 10, 40). Trovando però la risposta quasi indispettita del Signore: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10, 41-42).
L’opera del grande Velázquez, dunque, è un’interpretazione quasi esegetica del richiamo evangelico in senso apparentemente opposto di quella immediata. La donna in primo piano è evidentemente impegnata suo malgrado in compiti servili, ma una signora la soccorre con il senso di ciò che sta compiendo e per questo rievocando un episodio, proprio quello avvenuto nella casa di Betania, attraverso una sorta di slide ante litteram sulla loro sinistra, in quello che potrebbe essere un quadro, oppure uno specchio o una finestra. Il grande artista andaluso ci vuole dire, raccogliendo la raccomandazione di Santa Teresa d’Avila, che non ci sono stati di vita che ci precludono la comunione con Dio, mentre è necessaria la disposizione di Maria anche nei compiti più umili. Del resto, questa stupenda natura morta sul tavolo della serva non è un’evidente evocazione del fatto che il Signore ha voluto far passare la comunione con lui attraverso la ritualità di una mensa?
Tutti i ruoli, tutte le mansioni, tutte le occupazioni possono essere abitate da Dio, in tutte le situazioni si può entrare in comunione con Dio, perché egli “cammina tra le pentole”.
P. Saul Tambini
Diego Velázquez, Cristo in casa di Marta e Maria, 1620, National Gallery – Londra.


