3 Agosto 2025 – XVIII TO. – L’arte racconta la Fede 

A tutti gli effetti, i due personaggi che stiamo osservando ci vengono mostrati in posa, come di fronte ad un fotografo. E lo sono. Son così in posa che hanno allestito una sorta di natura morta in mezzo a loro, ornata da ogni genere di ricchezze culturali del tempo: il globo celeste e terrestre, che immediatamente rimandano alle loro conquistate conoscenze, il liuto, gli oggetti astronomici e quelli spirituali, come l’innario ben visibile nel piano inferiore, o il libro di aritmetica di fronte al mappamondo e così via.

Per il resto i due personaggi, che sono in realtà ambasciatori francesi, uno a Venezia e l’altro in Inghilterra, si mostrano vestiti riccamente, ad esprimere il rango che ricoprono o che sperano di raggiungere. L’occhio più attento degli osservatori si sarà sentito disturbato da una sorta di macchia obliqua ai loro piedi e deve aver pensato ad un errore di copia o di stampa, una sorta di oggetto deformato.

Non è così: ai piedi dei protagonisti dell’opera c’è quello che gli attenti osservatori sospettano, cioè un teschio. Il grande pittore svizzero Holbein il Giovane, non nuovo a questi rebus, realizza un’anamorfosi, cioè una deformazione ottica che permette di riuscire a vedere distintamente l’oggetto solo in certe posizioni. Qui precisamente è dal lato destro dell’opera. Questo permetteva a chi avesse visto di lato l’opera di intravedere come la vanità di tutto ciò che i nostri protagonisti celebravano.

“Anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede” (Lc 12,15), diceva Gesù a colui che si lamentava dell’eredità. Raccomandava poi anche di arricchirsi davanti a Dio più che accumulare tesori per sé (Cfr. Lc 12, 21). Coloro che hanno già sperimentato la fragilità delle conquiste umane e la debolezza della soddisfazione che offre la ricchezza non può che dare ragione al Maestro divino. Una chiosa finale però per un consiglio: occhio al ritrattista a cui vi affidate per celebrare la vostra persona, può nascondere tranelli e far conoscere semplicemente la vostra inguaribile vanità.

P. Saul Tambini

Holbein il Giovane, Gli ambasciatori, 1533, National Gallery – Londra.

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