5 Ottobre 2025 – XXVII TO. – L’Arte racconta la Fede

Una scena domestica, tra le tante che ci ha offerto il più grande discepolo di Rembrandt, l’olandese Nicolaes Maes, raffigura una serva colta in un momento di stanchezza improvvisa, per la quale abbandona il suo lavoro all’incuria e anche ad un famelico gatto che, approfittando della pigrizia e della distrazione della serva, lestamente azzanna la sua preda inerte sul tavolo. La sua superiora non appare per nulla contrariata anche se, con un semplice gesto indica sorridente all’osservatore la sventurata serva, con l’idea evidente di offrirne un’indicazione morale. Abbiamo qui tutta la capacità del pittore olandese di fornire sempre agli osservatori una sorta di catechismo edificante strappato dalla vita e dalle storie di tutti i giorni, secondo quell’idea che era anche del Concilio Trento: edificare i fedeli attraverso un’arte aderente alla quotidianità feriale.

Il dipinto, perciò, ci suggerisce l’idea che abbandonare per indolenza o per noncuranza il ruolo e il dovere cui siamo destinati, arreca nocumento all’edificazione del mondo. Spesso ci si sente impotenti di fronte al presente, soprattutto quando la realtà è distante dall’essere abitabile e pacifica. Il nostro servizio, la nostra opera, per quanto modesta, se viene abbandonata per indolenza o ignavia contribuisce al suo disordine e al suo decadimento. Il vangelo ha una parola anche per questo; esso invita a considerare che tutti possiedono come vocazione quella del servizio, senza che questo porti a ciascuno il diritto a ponderarne il merito.

Il vangelo insegna a ciascuno semplicemente a compiere la propria parte: «anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»” (Lc 17,10). D’altronde anche a San Francesco, di cui ricordiamo in questi giorni il “beato transito”, prima di morire così disse: «Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni» (Bonaventura da Bagnoregio, Leggenda Maggiore).

P. Saul Tambini

Nicolaes Maes, La serva pigra, 1655, National Gallery – Londra.

 

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