08 Febbraio 2026 – V T.O. – L’Arte racconta la Fede

“𝐕𝐨𝐢 𝐬𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte” (Mt 5,14). La comunità di fede che diventa luce del mondo è rappresentata con tutta la sua grandiosità, magniloquenza e solennità dal pittore tardo barocco francese Jean Restout.

Niente come la Pentecoste è stato questo “venire alla luce” della comunità credente, mai come in quel momento i cristiani sono usciti dal nascondimento della loro paura, dal buio della loro incredulità e dai confini del loro linguaggio e si sono aperti al mondo, affinché la propria fede fosse luce per il “popolo che camminava nelle tenebre” (Is 9,1).
Da allora, questo evento dello Spirito si ripete certo in ogni affermazione di fede della comunità, ma anche in ogni gesto e opera animata dallo Spirito, quindi in ogni feriale e concreto evento d’amore, perché “chiunque fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3, 20-21).

Così, come dice quel noto canto “chi non ama resta sempre nella notte”, anche noi siamo invitati da questa stupenda opera a venire alla luce vivendo nella verità della carità.

Padre Saul Tambini

Jean Restout, Pentecoste, 1732, Museo del Louvre – Parigi.