15 Febbraio 2026 – VI T.O. – L’Arte racconta la Fede

Due monocromi dorati, nel registro superiore di questa pregevole opera del Mazzolino, fanno da sfondo, con una corte di spettatori, al mettersi in cattedra del Maestro di Nazareth. Essi richiamano ciò di cui stanno tumultuosamente discutendo gli interlocutori di Gesù. Si tratta della legge mosaica, che qualcuno, lì in mezzo, probabilmente sente contestata: “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità” (Mc 1,27).

Anche la rappresentazione stessa di Gesù, nell’iconografia della disputa al tempio, sempre tesa a rimarcare con troppa enfasi la differenza di età tra i dottori della legge e Gesù, ha l’intento di sottolineare la cesura netta tra ciò che era prima e ciò che ora viene presentato: qualcosa di radicalmente nuovo.
Eppure, la cattedra del Cristo, il suo insegnamento, è posta al centro della scena, nel cuore dell’agone, dunque la sua parola vuole offrire una luce nuova sulla legge antica, con un insegnamento volto non a negare, ma a confermare, anzi a compiere ciò che era nello spirito di quella legge, a compierlo radicalmente: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento” (Mt 5,17).

Certo, come dar torto alle perplessità, ai dubbi, talora allo sgomento che colse gli scribi, i farisei ma anche gli stessi discepoli davanti a parole che pretendevano essere compimento di quella parola ma che conducevano su terreno così apparentemente illogico e paradossale, per cui “se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna” (Mt 5,29).
È pur vero che se siamo a lezione di buon senso tutto di questo nuovo insegnamento appare follia, ma se siamo alla scuola di colui che insegna a superare la giustizia dei farisei (Cfr. Mt 5, 20), dunque ad “amare di più” (Cfr. Gv 21,15), allora questa parola, così esigente e paradossale, è l’unica esistentivamente autentica.


P. Saul Tambini

Ludovico Mazzolino, Gesù insegna nel tempio, 1524, Gemäldegalerie – Berlino.

20260215 ANNO A VI T.O. Lodovico_Mazzolino_Gesù insegna nel tempio