“Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26). A motivo di questa esortazione del Signore, pronunciata prima della sua Pasqua, l’iconografia sacra nel tempo si è preoccupata di raffigurare la modalità con cui lo Spirito Santo è stato sperimentato dalla chiesa nascente.
La dinamica tra la Scrittura e la sua ispirazione deve infatti garantire che l’amore per Cristo si faccia osservanza della sua parola, così come chiesto da Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola” (Gv 14, 23). Si torna all’inizio, quindi, così come il verbo fondamentale della spiritualità biblica era l’ascolto, da cui lo “shemà Israele” con cui pregava quotidianamente anche l’ebreo Gesù, così anche dopo la Pasqua il modo proprio di fare esperienza dell’amore di Dio è attraverso l’ascolto umile della sua parola e l’obbedienza ad essa. Ecco dunque che evidenziare l’opera dello Spirito risulta imprescindibile, mostrare la modalità da parte dell’arte cristiana della sua ispirazione altrettanto, affinché la narrazione degli eventi pasquali e il comandamento nuovo risultino vera esperienza del Figlio di Dio. Il Paràclito infatti “vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14, 27).
In questo magnifico dipinto, il sempre geniale Rubens mostra come l’ispirazione si articoli attraverso un complesso procedimento, un elaborato intreccio: viene descritto innanzitutto l’evento della parola dell’angelo (in realtà simbolo del solo evangelista Marco, ma qui nel ruolo di ispiratore sacro), quindi viene evidenziato il carattere proprio di ognuno degli evangelisti (rappresentato dai relativi simboli e dalla caratterizzazione di ciascuno per postura e dinamica), poi viene messa in risalto la conversazione spirituale (l’ispirazione qui è chiaramente e volutamente indicata come comunitaria) e infine viene sottolineata l’atmosfera generale, condizionata dalla presenza dello Spirito, così ben raffigurato dal bel manto rosso. Questa sottolineatura di Rubens del carattere sinodale dell’ispirazione ci ricorda il senso stesso della Chiesa, che ha come compito fondamentale quello di essere sempre portatrice di una memoria viva, cui anch’essa obbedisce umilmente, essendone strumento, quella della Pasqua del Signore.
P. Saul Tambini
Peter Paul Rubens, I quattro evangelisti, 1614, Pinacoteca di Sanssouci – Potsdam.


