22 Giugno 2025 – Corpus Domini – L’arte racconta la Fede

In questa tela di Luca Signorelli tutto ha una regola, tutto un’armonia. Lo spazio ha le sue coordinate e anche la composizione segue una direzione chiara. Tutto appare orientato ad esaltare la centralità di Cristo e del suo gesto: la comunione degli apostoli. Chiaro omaggio alla tavola di Giusto di Gand, l’opera del maestro cortonese riesce a tenere insieme significati diversi dello stesso evento.

Il motivo eucaristico è evidente, ma insieme si connette all’evento dell’ultima cena, come anche alla lavanda dei piedi e, se vogliamo, anche al miracolo della moltiplicazione dei pani. In quell’occasione, infatti, lo stesso Gesù aveva invitato gli apostoli ad impegnarsi di persona, dicendo: “Voi stessi date loro da mangiare” (Lc 9,13). Qui Gesù sembra dire, come altre volte: “vi ho dato un esempio, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,15). Questa atmosfera di comunione e di sintonia è guastata dall’unico gesto che mina la regola dell’opera e l’armonia del tutto, quello di Giuda, che con una mano tiene la borsa, con l’altra la indica proprio all’osservatore. il movimento è teso ad indicare che Gesù “nella notte in cui veniva tradito, prese il pane” (1Cor 11,23), non in una notte qualsiasi.

L’evento del cenacolo, dunque, è vincolato e si riferisce, come a sua causa e possibilità, all’amore incondizionato e gratuito che il Maestro di Nazareth da lì a poco avrebbe manifestato sul Golgota. Non è questa perciò una comunione formale e neppure irenica ma una comunione che nasce da un dono gratuito. Non c’è comunione senza croce.

P. Saul Tambini

Luca Signorelli, Comunione degli apostoli, 1512, Cortona – Museo diocesano.

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