21 Dicembre 2025 – IV di Avvento – L’Arte racconta la Fede

Forse solo Georges de La Tour poteva inoltrarsi nell’intimità dei sogni di Giuseppe. La sua nota capacità di gestire la luce, permette all’opera di far parlare anche l’ombra delle inquietudini, l’oscurità del processo decisionale, la tenebra del dubbio che ha caratterizzato i giorni della responsabilità del padre di Gesù.

La luce della nascosta candela illumina la Scrittura, d’altronde Giuseppe era “uomo giusto” e il primo pensiero è stato quello di ascoltare, di obbedire allo “shemà”, ma la voce di Dio lo ha raggiunto anche nel cuore dei sentimenti più riposti, nel segreto delle intenzioni più profonde. Ecco dunque che l’angelo guida i suoi sogni a comprendere il mistero di un progetto di salvezza che solo al risveglio abbraccerà con decisione.

L’artista francese dunque ci invita come Agostino a “rientrare in noi stessi. Nell’uomo interiore abita la verità” (Sant’Agostino, la vera religione). Ci invita ad aver fiducia che ogni decisione, anche la più difficile, come quella di Giuseppe, sostenuta dalla Parola di Dio e dalla voce interiore, non può che essere in sintonia con il bene e i progetti di vita e aprire orizzonti dove tutto sembrava oscuro e compromesso: “Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa” (Mt 1,24).

P. Saul Tambini

Georges de La Tour, Il sogno di San Giuseppe, 1642, Musée des beaux-arts – Nantes.

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