Festa della SS. Trinità – L’arte racconta la Fede

In occasione del giubileo del 1625, per la chiesa della Trinità dei Pellegrini di Roma, Guido Reni dipinse questa solenne e celebre pala d’altare. Un’opera magnifica, capace di esprimere in pittura l’indicibile mistero centrale della fede cristiana.

Per svelarlo, ci saremmo aspettati qualcosa di più accennato, di più sfumato, proprio per il carattere enigmatico di ciò che questi due statuari angeli stanno contemplando. Invece eccolo lì, tutto esposto, senza traccia d’ombra, in tutta la chiarezza che solo il classicismo maturo e devoto del grande pittore bolognese poteva esprimere.

Il perché di questa soluzione lo esprime bene Paolo, il quale offre del mistero cristiano un’interpretazione lontana dalla nostra sensibilità, ma più autentica ed evangelica: “il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria” (Col 1, 26-27). Tale mistero, di cui Paolo si sente servitore, è una sapienza di Dio che per secoli è rimasta nascosta, “ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio” (1 Cor 2, 7.10).

Ora, dunque, possiamo contemplare anche noi questo mistero, che qui si rivela come tale in tutta la sua apertura di grazia: le braccia spalancate del Padre, le ali aperte dello Spirito e le braccia dischiuse, nel dono di sé, del Figlio esprimono proprio il senso di un mistero che si fa conoscere. E non solo: il Reni esprime con la composizione verticale dei soggetti una proattività di grazia che offre un senso del mistero che è soprattutto esperienza di salvezza: “l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5).

L’accesso al mistero nascosto nei secoli è perciò soprattutto apertura alla vita a cui abbiamo accesso attraverso la conoscenza del mistero, che Reni rappresenta raccontandolo nella storia di salvezza del Figlio e mostrandolo nello svelamento del Padre, di cui il Figlio è immagine crocifissa: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità” (Gv 16,13). La pretesa di Paolo prima e ora del Divino Guido qui, in questa straordinaria tela, è proprio quella di dirci la verità, tutta la verità: ecco qui tutta la verità.

P. Saul Tambini

Guido Reni, La Trinità, 1625, Chiesa della Trinità dei Pellegrini – Roma.

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