Sant’Antonio Abate: una festa che unisce la comunità

Domenica 18 gennaio, si svolge la festa di Sant’Antonio Abate a cui la nostra comunità è da sempre devota e legata: un appuntamento che intreccia fede, tradizione e radici comuni.

La celebrazione prende il via venerdì 16 gennaio, alle ore 17:00, con il suggestivo “Focaraccio” in piazza, un gesto di fede e di devozione per chiedere l’intercessione del nostro Compatrono su tutti i malati della nostra comunità.

Domenica 18, alle 10, Santa Messa solenne in Basilica, seguita dalla processione e dalla tradizionale benedizione degli animali.

Alla vigilia della festa, abbiamo intervistato Eolo Cicogna, Presidente della Prioranza Servente 2026 per il Piatto di Sant’Antonio Abate, che ci ha accompagnato alla scoperta del valore di una tradizione che continua a vivere grazie all’impegno, alla devozione e allo spirito di servizio di chi la custodisce e la tramanda.

  • Presidente, che significato ha oggi la festa del Piatto di Sant’Antonio per la nostra comunità?
    La festa del Piatto di Sant’Antonio è prima di tutto un momento di incontro e di unione per tutta la nostra comunità. È una tradizione che ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, dove si ritrovano valori semplici ma profondi come la condivisione, la solidarietà e il legame con la nostra storia.
  • Che ruolo hanno i Priori all’interno di questa festa?
    I priori svolgono un ruolo centrale nella festa del Piatto di Sant’Antonio. Con il loro impegno volontario e la loro dedizione portano avanti una tradizione che si tramanda da generazioni, rendendo possibile ogni gesto e ogni momento della festa, sempre con spirito di servizio e devozione.
  • Qual è il significato del “piatto” nella tradizione?
    Il Piatto è un simbolo semplice ma fortissimo: rappresenta il dono, la condivisione e l’attenzione verso gli altri. È un gesto che unisce le persone e che ci ricorda come la festa nasca dal mettere qualcosa di proprio a disposizione della comunità.
  • Quanto è importante oggi mantenere viva questa tradizione?
    È importantissimo continuare a custodire questa tradizione, perché significa tenere vivi i valori che ci hanno insegnato chi siamo. La festa del Piatto di Sant’ Antonio non è solo memoria, ma una tradizione viva che continua a unire generazioni diverse.
  • Che messaggio desidera lasciare a chi partecipa alla festa?
    Il messaggio che desidero lasciare è soprattutto rivolto alle generazioni future: custodire e portare avanti questa tradizione con impegno, rispetto e dedizione. La festa del Piatto di Sant’Antonio vive grazie alle persone che scelgono di mettersi al servizio della comunità, e solo così potrà continuare a essere un momento di unione e di condivisione. Partecipare oggi significa anche assumersi la responsabilità di trasmettere domani i valori che questa festa rappresenta. Una tradizione che vive nel cuore delle persone non muore mai.

La festa di Sant’Antonio Abate continua a essere un segno vivo di fede e condivisione, capace di unire la comunità attorno a valori semplici e autentici. Una tradizione che, grazie all’impegno di chi la custodisce, guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

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