7 Settembre 2025 – XXIII TO. – L’Arte racconta la Fede

Può la passione essere misurata dalla rinuncia più che dal possesso? Risponde a questa domanda il Veronese con una delle sue più celebri, ampollose e colorate opere: la “Conversione della Maddalena”.

Una tela che trova la sua ispirazione probabilmente nel racconto immaginifico di Pietro Aretino che, nella sua “L’Umanità di Cristo”, descrive il sopraggiungere al tempio della Maddalena, sotto gli occhi incantati dei presenti: “Grande è il turbamento che muove tra gli astanti all’uscita della camera: Ella ne lo uscir di camera parve Citerea che uscisse del suo cielo, facendo abbassare le viste che a un tratto ferì con il lume de gli occhi, e con quello de le pietre, di che splendeva superbissimamente: ma rialzatesi le ciglia tenzionavasi se il vermiglio de le gote de la Aurora aveva dipinto le guancie di Maddalena, o se quello de le gote di Maddalena aveva colorite le guancie de la Aurora”.

L’incontro, dunque, coinvolge un po’ tutti. Soprattutto coinvolge la donna liberata da “sette demoni”, che seguirà Cristo fino alla fine dei suoi giorni. L’incontro è qui sì preparato da tutti ma non elimina il senso di sorpresa nello sguardo pentito e imbarazzato della donna di Magdala. Lo sguardo indulgente e compassionevole invece del Maestro di Nazareth accende in lei ciò per cui diventerà iconograficamente famosa: la sua passione.

Ecco che dunque la collana sembra scivolarle addosso, segno di una rinuncia che da lì a breve diverrà radicale, a descrivere la misura della sua passione travolgente per il Figlio di Dio e per un amore più grande delle gioie terrene. Il Marino descriverà poi, in un modo originalissimo, nel suo componimento poetico dedicato alla Maddalena di Tiziano, questo gioco di passione e rinuncia che è tipico delle anime amanti: “e quanto pria del folle mondo errante / tanto poscia di Cristo amata amante” (Giovan Battista Marino, La Galeria, 1619).

Forse solo chi è toccato da questa misura incalcolabile di passione nella fede, può comprendere la parola di Cristo più radicale e provocatoria: “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14, 26).

P. Saul Tambini

Paolo Veronese, La conversione della Maddalena, 1545-1548, National Gallery – Londra.

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